Le tue scelte sono davvero tue? | Manuela Stranges | TEDxCrotone
TEDx Talks
0:11 Voglio iniziare con dei man per voi stasera.
0:14 Vi chiedo di pensare a risposta della vostra testa
0:16 e di tenerla ferma fino alla fine di intervento.
0:20 La prima domanda che ero farviè se pensate che ogni
0:24 vostra opinione su un argomento sia completamente libera e autonoma,
0:28 cioè frutto solo di una vostra riflessione personale.
0:33 La seconda domanda che quello fateè se riten che le vostre scelte,
0:37 la scelta di apprato che farete,
0:40 penso per esempio al percorso universitari e trapedere
0:44 o perforazione se una demografa penso ai comportamenti demonografici,
0:49 sposarsi o non sposarsi, avere il figlio,
0:52 quando averne o quanti averne, se queste scelte,
0:55 questi comportamenti siano frutto solo ed
0:58 esclusivamente di una vostra precisa volontà individuale.
1:03 Tenete, bloccate le risposte, ne riparliamo tra una decima minuti.
1:07 Quando parliamo di confini pensiamo qualcosa fisico di materiali, pitglie,
1:12 ma esistono tantissimi confini invisibili che
1:15 nei quali proprio per questa invisibilità siamo giovani sapevoli e io oggi
1:21 vi racconterò qualcuno di questi confini visibili.
1:25 Il primo confine di cui parleremo sono i bias cognitivini.
1:29 Cos'è un bias?
1:30 un costrutto basato su delle percezioni errate sul quale però noi ci
1:35 facciamo un giudizio sulle cose che
1:37 molto spesso diventa un pregiudizio sulle cose.
1:40 Tutti noi utilizziamo i bias quando pensiamo,
1:43 anche senza rendercene conto perché il biasè una scorciatoia mentale.
1:47 Quando ci troviamo davanti a qualcosa
1:50 sulla quale non abbiamo sufficienti informazioni, oh,
1:53 viceversa ne abbiamo troppe e dunque diventa
1:55 molto oneroso andare ad analizzare tutte queste informazioni.
1:59 talvolta non abbiamo neanche gli
2:00 strumenti per analizzare tutte queste informazioni.
2:03 Allora, ricorriamo a queste scorciatoie mentali che sono i bias.
2:07 I bias sono tantissimi e tutti noi
2:09 purtroppo li utilizziamo anche senza rendercene conto,
2:13 ma rappresentano una sorta di freno di limite alla
2:16 nostra capacità di leggere la realtà in maniera oggettiva.
2:20 Qualche settimana fa, durante il festival di Sanr,
2:23 un giornalista in sala stampa ha affermato in maniera,
2:26 se ricordate anche molto veemente,
2:28 che la parità di genere nel nostro paeseè stata raggiunta e che dunque non c'è
2:33 più bisogno né di parlare di femminismo
2:35 né delle lotte femministe di rivendicazione dei diritti.
2:39 Benissimo, io sono una demografa per deformazione mi
2:41 piace verificare le informazioni sulla base dei dati.
2:45 Dunque, andiamo a vedere se la parità di genere effettivamenteè stata raggiunta.
2:50 Qui ho raccolto per voi solo alcuni
2:52 degli indicatori che riguardano solo alcuni aspetti
2:55 della parità di genere o dovrei dir
2:58 meglio della disparità di genere nel nostro paese.
3:01 Questi sono solo quelli che riguardano il
3:03 mercato del lavoro e la conciliazione lavoro famiglia,
3:08 quindi la la sfera pubblica e la sfera privata.
3:10 In realtà avrei avuto bisogno di 10 schermi per mostrarvi
3:14 tutti gli indicatori sulla disparità di genere nel nostro paese.
3:18 Ecco, questi dati cosa ci mostrano?
3:20 Che la parità di genere assolutamente nonè stata raggiunta.
3:24 Anzi, vi dirò, voi qui non avete dei dati storici,
3:26 ma che per molti indicatori noi siamo addirittura in peggioramento.
3:30 Se pensiamo, per esempio, vedete lì c'è il tasso di occupazione,
3:34 la differenza tra uomini e donneè 18,4
3:36 punti percentuali edè in peggioramento rispetto all'anno precedente.
3:40 Quindi il giornalista assolutamente non aveva ragione.
3:44 E sulla base di cosa ha parlato?
3:45 ha parlato sulla base di un bias che
3:48 si chiama bias della generalizzazione perché se ricordate ha
3:52 argomentato la frase "La parità di genere nonè
3:56 stata raggiunta dicendo "A casa mia comanda mia moglie".
4:00 Questo bias di generalizzazioneè un bias da cui tutti siamo affetti.
4:04 Tendiamo a estendere una situazione particolare specifica,
4:09 molto spesso quella individuale, a tutta la collettività.
4:13 Ma questo non ci consente di leggere con oggettività una realtà
4:16 cheè molto più complessa della singola
4:18 situazione individuale e dobbiamo esserne consapevoli.
4:23 Vado avanti con la seconda tipologia di limite mentale che abbiamo,
4:27 ma che non sappiamo di avere, gli stereotipi.
4:30 Cosa sono gli stereotipi?
4:32 Gli stereotipi sono delle generalizzazioni molto rigide e
4:35 socialmente costruite con le quali noi fondamentalmente cosa facciamo?
4:40 attribuiamo a delle persone delle caratteristiche solo
4:43 in quanto appartenenti a un determinato gruppo.
4:47 Stereotipi, quanti ne abbiamo sentito sui
4:49 meridionali e quanto fastidio ci hanno dato?
4:52 Gli stereotipi sono molto diffusi a tutti i livelli.
4:55 Stereotipi sugli stranieri,
4:57 quelli più diffusi di tutti sono gli stereotipi di genere,
5:00 cioè gli stereotipi che vogliono uomini e donne completamente diversi
5:04 tra loro e raccontati in base a delle caratteristiche ben specifiche.
5:09 Bene, vi faccio vedere alcuni di questi
5:11 stereotipi di genere e ci tengo soprattutto
5:14 a farvi comprendere che lo stereotipo nonè
5:17 soltanto una cosa che raccontiamo così a parole,
5:20 ma ha delle conseguenze concrete anche dal punto di vista poi psicologico,
5:25 umano, ehm sociale, economico.
5:29 Esaminiamo un primo stereotipo.
5:31 Le donne sono meno portate per la matematica e le discipline scientifiche.
5:35 Quante volte lo abbiamo sentito dire?
5:37 apparentemente sono solo parole.
5:40 In realtà sulla base di questo stereotipo,
5:42 le ragazze molto spesso eh scelgono una facoltà
5:46 distante da quello che sarebbe il loro reale interesse.
5:49 Quindi queste parole non sono sono solo parole,
5:53 ma sono parole che costruiscono anche la realtà,
5:57 determinano le scelte, le influenzano.
6:00 Infatti le ragazze sono aut si autoconvincono
6:03 di non essere brave nelle discipline scientifiche.
6:06 Quindi lo stereotipo, no, nonè soltanto una parola,è un
6:09 condizionamento alla libertà individuale di scelta.
6:12 Tant'è che studi recenti hanno mostrato che quando
6:15 le ragazze vengono edotte rispetto a questo stereotipo,
6:19 la loro probabilità di iscriversi alle corsi di laurea STEM,
6:24 discipline scientifiche, aumenta così come aumenta quando le
6:27 ragazze vengono esposte ai cosiddetti role models,
6:31 cioè quando ascoltano le scienziate parlare,
6:34 quando vedono le scienziate lavorare,
6:36 la loro probabilità di iscriversi alle discipline scientifiche aumenta.
6:40 Allora, lo stereotipo non sono solo parole,
6:43 ma sono un condizionamento, un limite alla nostra libertà di scelta.
6:48 Ancora vi mostro un altro stereotipo.
6:51 Le donne sono più emotive e fragili.
6:53 Gli uomini sono più razionali e forti.
6:56 Quante volte ce lo siamo sentito dire.
7:00 Anche questa apparentemente sembrano solo parole.
7:03 In realtà non sono solo parole.
7:05 hanno un portato, di conseguenza enorme sia dal punto di vista umano,
7:09 perché se gli uomini si sentono sempre dire
7:12 "Sin da piccolissimi sei forte, devi essere forte".
7:16 Il risultato qualè?
7:18 Gli uomini quando hanno bisogno ricorrono pochissimo al supporto psicologico con
7:23 tutte le conseguenze che questo ha a livello individuale, anche sociale.
7:28 Ma attenzione, una frase del genere ha anche delle
7:30 conseguenze che forse non immaginerete sulle carriere lavorative delle persone.
7:35 Voi direte, "Ma come?
7:36 soltanto una descrizione degli attributi".
7:39 Un'indagine recente di Banca d'Italia ha analizzato
7:43 oltre 8.000 lettere di referenze di Uini e Donne dopo il dottorato e ha notato
7:49 che mentre le donne vengono appunto definite diligenti,
7:54 collaborative coi colleghi, empatici eccetera,
7:57 le parole utilizzate per descrivere gli uomini richiamano la leadership,
8:02 la capacità di problem solving, il decision making.
8:05 Quindi gli uomini vengono raccontati come brillanti e pensate che
8:09 un'azienda che si trova davanti questi due curricula, chi sceglierà?
8:13 la persona raccontata come diligente o la persona raccontata come brillante.
8:18 Quindi le parole non sono solo parole,
8:21 ma come vedete uno stereotipo cheè apparentemente banale,
8:24 in realtà ha un portato di conseguenze a tantissimi livelli.
8:28 E vado avanti con altri due stereotipi che possiamo leggere assieme.
8:32 Il lavoroè più importante per gli uomini che per le
8:35 donne e gli uomini sono meno capaci nei lavori domestici.
8:39 Questi due stereotipi, assieme a tanti altri, cosa fanno?
8:42 cristallizzano un modello che nella letteratura noi
8:45 chiamiamo il modello del male bread winner, l'uomo procacciatore di reddito.
8:50 Di fatto ci dicono cheè socialmente accettabile che
8:53 l'uomo abbia un ruolo predominante fuori dalla famiglia
8:57 e che invece il ruolo di elezione della
8:59 donna sia quello della cura all'interno della famiglia.
9:02 Quindi gli stereotipi non sono solo stereotipi,
9:05 ma determinano una serie di cose tra cui
9:08 la suddivisione dei ruoli dentro e fuori casa.
9:12 Bene, andiamo alla terza tipologia di limite che noi
9:16 non vediamo ma che c'è che sono le norme sociali.
9:20 Cosa sono le norme sociali?
9:22 Sono delle norme socialmente condivise,
9:25 ovviamente non sono norme legali che ci aiutano anche a convivere meglio,
9:29 quindi non sono una cosa negativa,
9:31 eh sono tutte quelle norme di etica, di buon comportamento,
9:35 di educazione che utilizziamo per convivere con le altre persone.
9:39 Il problemaè che le norme sociali riguardano tantissimi altri fenomeni.
9:43 Quindi ci sono anche norme sociali inerenti i comportamenti
9:46 demografici che dicono ciò cheè socialmente o non socialmente accettabile.
9:51 E la violazione di queste norme sociali porta a disapprovazione,
9:55 a emarginazione, addirittura a volte a perdita di reputazione.
9:59 Vi faccio un esempio.
10:01 Vi ricordate quant'era stringente, chi ha la mia età o qualche anno più di me,
10:05 quant'era stringente fino a pochi anni fa
10:08 la sequenza sposarsi e avere un figlio?
10:12 Chi desiderava st vivere insieme doveva per
10:15 forza sposarsi perché la convivenza non era contemplata.
10:18 Io non so voi, ma ancora mi ricordo la prima coppia
10:21 che andò a convivere nel mio piccolissimo paesino di montagna calabrese.
10:26 Era uno scandalo perché la convivenza non era socialmente accettata.
10:30 Adesso nonè più così.
10:32 I matrimoni sono diminuiti, le convivenze stanno aumentando e sono
10:37 socialmente accettate e come potete ben vedere
10:40 anche le nascite al di fuori del matrimonio che una volta erano stigmatizzate,
10:44 tant'è che anche nella legge si si utilizzava il termine figli legittimi,
10:48 adesso nonè più così perché i figli nati al
10:51 di fuori dal matrimonio sono il 43,2% del totale.
10:56 Quindi le norme sociali demografiche cambiano.
10:59 Addirittura, se pensate un tempo c'era l'indissolubilità del matrimonio,
11:05 adesso al netto del tormentone sarremese del,
11:08 non so se lo dico bene, acc sarà per sempre sì,
11:12 non c'è più questa norma sociale stringente e anche la,
11:18 come dire, l'effetto stigma sulle persone
11:20 che si separano nonè più così stringente,
11:22 quindi la disapprovazione, la perdita di reputazione,
11:26 una volta non era così e se qualcuno che
11:28 ha qualche anno più di me se lo ricorda.
11:30 Chi divorziava veniva in qualche modo
11:32 etichettato con una sorta di lettera scarlatta.
11:36 Quindi le norme sociali evolvono evolvono in una
11:39 direzione di maggiore accettazione dei comportamenti moderni e diciamolo
11:43 anche di maggiore libertà individuale perchéè giusto che le
11:46 persone debbano e possano decidere se avere un figlio,
11:49 non averlo, quando averlo, quanti averne, sposarsi, non sposarsi, eccetera.
11:53 C'è però un campo nel quale le norme
11:56 sociali stanno regredendo edè un segnale molto preoccupante.
12:01 Vi mostro i risultati di questa indagine recentissima, di pochi giorni fa,
12:07 un'indagine condotta da Ips Ipsos col Kings College di Londra,
12:12 nella quale sono state intervistate oltre 23.000 persone in 29 paesi.
12:17 Cosa viene fuori da queste indagine?
12:19 Un dato veramente preoccupante.
12:21 Le persone appartenenti alla Genza, cioè i nati tra il 1997 e il 2012,
12:27 probabilmente ce ne saranno anche qui,
12:29 hanno un'aderenza alle norme sociali di genere
12:33 tradizionali molto più elevata rispetto alla generazioni precedenti.
12:37 Addirittura, se guardiamo il primo grafico, il 57% dei maschi della Genzetta,
12:42 quindi i giovanissimi, ritiene che la moglie debba obbedire al marito.
12:46 E questoè un dato estremamente preoccupante.
12:48 Com'è preoccupante anche la divaricazione che c'è
12:51 tra maschi e femmine e questo regresso,
12:54 perché di regresso si si parla, ha delle responsabilità ben precise.
12:59 Per esempio, un ruolo fondamentaleè quello dell'educazione,
13:02 soprattutto alle nuove generazioni,
13:04 ma sappiamo benissimo che tutti i programmi di
13:06 educazione alla parità di genere vengono perennemente bocciati,
13:10 così come le politiche hanno un ruolo fondamentale,
13:13 maè di pochi giorni fa la notizia che la
13:15 politica relativa al congedo paritario nel nostro paeseè stata bocciata.
13:19 Voi direte cosa c'entra il congedo paritario con queste eh con questi dati qui?
13:25 c'entra e come perché le indagini condotte in tanti altri paesi hanno
13:29 mostrato che il congedo paritario non ha solo degli effetti economici positivi,
13:33 ma cambia anche il modo in cui le persone vedono l'attività di cura
13:37 e quindi fa spostare le idee delle persone verso una visione più paritaria.
13:42 Quindiè un'occasione persa per l'Italia di
13:44 muoversi verso questa parità di genere.
13:48 Inoltre, una responsabilità molto chiara ce l'hanno dal
13:51 punto di vista politico le persone che continuano
13:53 ad alimentare questo vento di restaurazione di modelli
13:57 tradizionali che di fatto sono superati nei comportamenti,
14:01 così come una grossa responsabilità ce l'hanno anche coloro
14:04 i quali a livello mediatico sfruttano le fragilità dei giovani,
14:08 perché guardate che c'è un sottobosco eh sui
14:11 social incredibile di persone che alimentano questi stereotipi,
14:14 sfruttano la fragilità dei ragazzi, in particolare dei giovani maschi,
14:18 invece di comprendere che noi dobbiamo aiutare
14:20 i giovani a trovare un un loro spazio,
14:23 un loro senso in questi cambiamenti che stanno avvenendo.
14:28 Bene, torno alle mie domande iniziali.
14:31 Siete ancora convinti che le vostre opinioni,
14:34 i vostri comportamenti siano completamente liberi o
14:37 iniziate a vedere questo reticolo enorme di bias,
14:41 stereotipi, norme sociali in cui siamo emmersi?
14:46 Lo vedete, vero?
14:47 Allora, quando ho detto reticolo, c'è chi ha pensato a Matrix e chi mente,
14:52 ma Matrixè proprio, secondo me, la metafora perfetta.
14:56 Noi viviamo in una matrice di bias, stereotipi e pregiudizi e norme sociali che
15:02 non ci fanno vedere correttamente la realtà.
15:06 Quindi, molto spesso anche in presenza di dati, noi neghiamo,
15:09 come il caso del bias giornalista un
15:12 dato oggettivo per raccontarci una verità alternativa.
15:17 Che cosa possiamo fare?
15:18 Beh, la buona notiziaè che sicuramente non dovrete
15:21 schivare pallottole piegandovi in posizioni impensabili come io,
15:26 visto che abbiamo parlato di Matrix,
15:28 ma la parola chiave in questo ehm su questoè la consapevolezza,
15:33 quindi essere consapevoli che ci sono questi meccanismi mentali,
15:37 essere consapevoli che ci sono queste
15:39 norme sociali che guidano i nostri comportamenti.
15:42 E io spero di avervi dato qualche pillola di consapevolezza.